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PRINCIPI DI TRATTAMENTO RIABILITATIVO DELLE CIFOSI DELL’ADOLESCENTE

Paolo De Ponte Conti

Introduzione

Piano frontale e sagittale del rachide hanno due diversi approcci diagnostici.

Infatti se le deviazioni frontali sono apparentemente più facili da diagnosticare in quanto su questo piano nel modello anatomico non esiste nessuna curva, sul piano sagittale lo stesso rachide presenta una serie di curve alternate che delimitano i quattro segmenti cervicale, dorsale, lombare e sacrale.

La valutazione clinica e fisioterapica di queste curve è quanto mai complessa e non esente da errori che possono condizionare l’intervento chinesiterapico.

Quando la cifosi fisiologica si accentua parleremo di ipercifosi.

Come prendere in carico queste ipercifosi?

Questo lavoro prende in considerazione esclusivamente le alterazioni dismorfiche e quindi strutturali.

Esclude tutte le problematiche posturali in quanto non si presentano come patologie ortopediche.

Solo a titolo di esempio, al fine di avere chiara la differenza, viene presentata nei casi clinici una problematica posturale.

La rx ci evidenzia uno Scheuermann?

E’ necessario sapere se la cifosi in oggetto:

  • ha riscontri in altri parenti della stessa famiglia? (morfotipo familiare)
  • è mai dolorosa? soprattutto in quali posizioni?
  • la posizione seduta prolungata determina dolore anche nel tratto lombare?
  • esiste una situazione di riflesso nel rachide cervicale?
  • il soggetto pratica una attività sportiva? quale? in forma dilettantistica o agonistica?
  • ha mai dolore durante la pratica sportiva?

Conoscere bene ed in maniera chiara e circostanziata le risposte agli interrogativi precedenti ci permette di completare la diagnosi clinica del medico, di effettuare la nostra valutazione fisioterapica e quindi intraprendere un programma chinesiterapico che avrà, a seconda dei casi, caratteristiche più attive, attive – passive, di T.M. ecc……

Ovviamente il trattamento chinesiterapico varierà anche in considerazione del trattamento globale a cui sarà sottoposto il nostro paziente.

Assocerà un corsetto ortopedico? Quale? Sarà realizzato su calco gessato o su acquisizione con cad-cam?

Infine è necessario conoscere la tempistica di consegna del B.O. per programmare una valida preparazione sia KT che psicologica all’ortesi.

L’ESAME CLINICO E RADIOGRAFICO

E’ di fondamentale importanza, prima di stilare un corretto piano di lavoro rieducativo prendere in dovuta considerazione la diagnosi medica, la prescrizione terapeutica e di conseguenza la radiografia.

LA VALUTAZIONE FISIOTERAPICA

E’ necessario valutare ed effettuare:

  • il romberg
  • l’mpc
  • la dds
  • la eccessiva o la scarsa elasticità muscolo-legamentaria
  • il test di schober
  • il test di thomas
  • il test di patrick
  • il grado di inversione da seduto
  • i test di riducibilità in situazioni di carico e di scarico;

E’ necessario, inoltre, rilevare il rachide di profilo.

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In decubito supino è necessario verificare se la respirazione è più toracica o addominale; in decubito prono verificare, attraverso l’esame palpatorio, la presenza di zone tissutali fibromialgiche; inoltre è necessario verificare eventuali tensioni eccessive a causa di contratture muscolari anche a livello lombare e cervicali.

TRATTAMENTO

Il trattamento sarà condizionato e programmato in funzione del bilancio clinico, RX grafico e fisioterapico iniziale; e dalla presenza o meno di un C. O.

Infatti fatta salva una parte del lavoro chinesiterapico iniziale comune alle due situazioni, il nostro lavoro si modificherà, in itinere, non solo in base alle risposte ed alle reazioni del paziente ma anche in base al tipo di corsetto indossato.

In sintesi descriviamo le fasi più salienti del trattamento:

  • Stiramento della catena posteriore;
  • Sbloccaggio delle anche;
  • Mobilità del cingolo scapolo omerale;
  • Mobilità dell’angolo L/S;
  • Apertura dell’angolo I/L;
  • Aumento della lordosi lombare e blocco della curva toracica;
  • Riduzione della lordosi lombare e apertura della concavità toracica;
  • Apprendimento della respirazione controllata;
  • Esercizi di mobilità su tutti i piani del tratto toracico;
  • Interventi con T.M. solo nelle grandi rigidità con e senza dolore
  • Esercizi di contrazione concentrica della muscolatura paravertebrale che mantenuta spesso in stiramento prolungato, a causa dell’ipercifosi, perde la sua reattività e può rappresentare per una inversione dei punti inserzionali l’amplificazione del momento flettente e quindi l’aggravamento della cifosi.

CONCLUSIONI

Non è possibile cambiare la morfologia di una persona ma è di fondamentale importanza bloccare il processo evolutivo di una cifosi adolescenziale altrimenti il rischio è quello di una evoluzione per tutta la vita.

Infine non è importante il numero di esercizi che si eseguono in ogni seduta (la KT non è certamente una competizione) ma la qualità di questi esercizi e la loro successione logico-scientifica.

CASI CLINICI

Alterazione del profilo sagittale da causa posturale

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A. M. Anni 13 – Sesso femminile – Correzione ottenuta con sei mesi di trattamento posturale globale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alterazioni del profilo sagittale da causa strutturale deformativa

Senza nome

G. S. Sesso maschile anni 14. A destra dopo due anni di trattamento riabilitativo

 

 

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